Sostenibilità al tempo del COVID-19

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Il concetto di sostenibilità si basa su un equilibrato sviluppo socio-economico ed in questo storico momento è evidente che implica il dispiegamento di politiche pubbliche basate sull’innovazione, ambientale, etica, sociale ed economica. Occorrono azioni che aiutino le PMI a produrre innovazione sostenibile, specialmente alla luce delle sfide poste dal coronavirus

L’attuale pandemia del coronavirus (Covid-19) pone non solo interrogativi e sfide di tipo sanitario, ma anche un cambio di paradigma nel nostro modo di vivere e rapportarci, che probabilmente cambierà radicalmente – a problema risolto – il nostro approccio alla trasformazione digitale di tutti gli ecosistemi sociali. Non più strumento di miglioramento della qualità della vita ma nuovo modello di vita.

Occorre guardare con occhi nuovi all’innovazione sociale “aperta”, soluzioni applicative (spinoff dalla ricerca e/o prodotte in crowd-sourcing dalla comunità degli innovatori) accettate dal mercato che rispondano ai bisogni sociali e migliorino la qualità della vita. L’innovazione non è solo tecnologica, ma (soprattutto) sociale, di processo e ‘disruptive’ degli orientamenti e regole usati sinora, nel rispetto dei paradigmi di Etica, Responsabilità Sociale e Sostenibilità.

In tale scenario, uno degli auspicabili cambiamenti culturali che resteranno a conclusione della pandemia sarà l’attenzione all’innovazione responsabile nei nostri modelli di vita. Nuove forme di interazione sociale e produzione di beni e servizi basate su investimenti in Innovazione che possano stimolare una crescita responsabile, collegati in modo diretto o indiretto all’uso di Information & Communication Technologies (ICT) per uno sviluppo maggiormente sostenibile.

Da questo punto di vista, sarebbe fortemente auspicabile che parte degli stanziamenti mobilitati per combattere il coronavirus e la successiva ricostruzione economica fossero destinati a investimenti urgenti per stimolare l’Innovazione, specialmente proteggendo ed incentivando le micro / piccole e medie imprese (PMI) vitali per il nostro tessuto produttivo, minacciate dagli sconvolgimenti del Covid-19 e dai rischi di esistenza stessa per via delle posizioni dominanti dei grandi gruppi che sopravviveranno.

In questo senso il Decreto Cura Italia ed il suo prossimo auspicato ampliamento e miglioramento, mettono in campo una serie di misure a sostegno della liquidità e continuità aziendale, ma passata l’emergenza occorrerà prendere atto che occorrono stimoli e misure più strutturali e idonei a rendere il sistema imprenditoriale (a cominciare dalle micro e piccole imprese dei settori tradizionali) maggiormente competitivo e digitalizzato partendo dal comparto che più di tutti sarà esposto agli effetti post COVID-19: quello del commercio tradizionale.

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